Archivi per la categoria ‘Utenze deboli’

L’incertezza non fa il paio con sicurezza

lunedì, 23 novembre 2009

Una situazione emblematica che ha bisogno di essere seriamente e realmente affrontata è quella legata all’incertezza della mobilità, da una parte determinata dall’assenza di percorsi chiaramente dedicati ad un tipo di trasporto (quello delle biciclette è il caso più evidente), l’altro dalla leggerezza e superficialità interpretativa del codice della strada da parte di troppi utenti (dagli automobilisti ai pedoni). Nello slideshow fotografico un chiaro esempio di mancata assegnazione di uno spazio di percorrenza, ma anche la scelta di un spazio di “trasporto” non dedicato.  Sovente queste situazioni portano ad un tale livello di criticità di comportamenti dei soggetti coinvolti da determinare soluzioni traumatiche del conflitto che viene a crearsi (è il caso di incidenti).

Incidenti stradali: il numero degli utenti deboli deceduti è in aumento!

lunedì, 16 novembre 2009

incidenti-biciIl numero dei pedoni deceduti in incidenti stradali è di oltre uno su 10 e purtroppo il loro numero è incredibilmente in aumento. Calano i morti in auto, ma aumentano quelli che muoiono investiti mentre attraversano la strada, camminano o sono fermi ad aspettare l’autobus o vanno in bicicletta. Dal punto di vista dell’età le vittime più frequenti sonon i giovani che hanno meno di 30 anni. La fascia di età tra i 25 e i 29 anni ha il numero di morti più elevato, quella tra i 20 e i 24 anni il numero maggiore di feriti.  L’Ue ha posto come obiettivo una riduzione entro il 2010 del 50% dei morti registrati nel 2000. L’Italia è in grave ritardo; pur tutavia il nostro Paese è all’undicesimo posto nel tentativo di raggiungere l’obiettivo, con un calo del 33% del numero dei morti sulle strada, superiore alla media dell’Unione pari al 31,2% in meno.  I Paesi più virtuosi sono senza dubbio il Lussemburgo (-53,9%), il Portogallo (-52,9%) e la Lettonia (-50,2%). Vicini all’obiettivo sono la Francia (-47,1%), la Spagna (-46,3%) e la Germania (-40,3%). In Romania e Bulgaria le vittime sono addirittura aumentate: in Romania del 22,5% e in Bulgaria del 4,8%.

Rotatorie: quando realizzarle?

martedì, 27 ottobre 2009
rotatoriaInviato il 27/10/2009 alle 14:03:04 – Qualcuno ha mai pensato di eliminare i semafori da P.za Duca D’Aosta per tutto C.so Vittorio Emanuele sostituendoli con delle rotatorie? il traffico nei momenti di punta sarebbe lento ma scorrevole, almeno si può provare no? Lo chiede Sabrina in una sua e-mail giunta in redazione. Come già scritto in un recente articolo ed in quello più recente, le rotatorie hanno dei pro e dei contro, il che significa che a volte ci possono essere entrambi rendendo non immediata la scelta di realizzarle o meno. Comunque la sua sollecitazione è utile e consentirà di riflettere sulla opportunità o meno di provvedere ad una variazione di assetto sull’asse viario citato. Certo è che dovrebbero comunque prevalere le ragioni di maggiore sicurezza degli utenti della strada e di riduzione dell’inquinamento e quindi di salute pubblica dei cittadini.

Se il pericolo corre su due ruote .. bisogna parlarne e agire

lunedì, 19 ottobre 2009

Immagini emblematiche quelle che seguono, alle quali forse tutti siamo abituati e a cui, quindi non si fa più tanto caso. Ma se si guardano altre esperienze, altre realtà, ci si accorge che si tratta di una assuefazione percettiva e di una distrazione organizzativa a cui va posto rimedio. Si tratta di situazioni di pericolosità per tutti, sia per chi va in bicicletta che per chi va in auto.

(continua…)

Sicurezza stradale: intanto serve rispetto per i più deboli

giovedì, 15 ottobre 2009

io-rispetto-ciclisti-e-pedoniScrive Armando, rispondendo ad una considerazione di Edmondo sul tema del rapporto ciclisti-automobilisti:

16 settembre 2009 - Caro Edmondo, le risponde un ciclista che è stato messo in bici sin dall’età di 2 anni e che attualmente, studente universitario in quel di Pescara, si muove per la città per il 90% degli spostamenti in bici e per il restante, in autobus o a piedi. Questo significa che in me… è alto il disprezzo per i mezzi privati a combustibile perchè sintomo di perdita di tempo, perdita di denaro e stress continuo!

(continua…)

Vettori dell’utenza debole

mercoledì, 17 giugno 2009

bus-biciEccoli affiancati, diversi nella forma e nella capacità di soddisfare le domande dell’utenza più debole, quella del pedone  e quella del ciclista, ma simili nel prospettare uno scenario futuro prossimo possibile della mobilità urbana. A Pescara, con le nuove piste ciclabili appena realizzatre e con quelle previste (a partire da quella lungo il mare fino a quella prevista lungo il pendolo), ci si potrebbe trovare in una situazione interessante, di apertura ad una nuova condizione di sostenibilità, con una significativa riduzione del traffico automobilistico a favore di soluzioni innovative. Tutti sanno quale sia l’impatto del traffico urbano motorizzato su base individuale: il consumo energetico massiccio di cui necessita, l’alta amissione di inzionanti, i costi sociali e sanitari, e non ultimo l’occupazione di spazio (strade, piazze, marciapiedi). Una diversa organizzazione fisica infrastrutturale della viabilità potrebbe  aprire interessanti ed inattesi scenari su cui cominciare a ragionare.

Mobilità pedonale … africana

lunedì, 8 giugno 2009

Non sembrerebbe, eppure siamo a Pescara, in particolare in via Aterno, lungo e stretto asse viario che collega la periferia dalla zona cementificio fino all’area ex Camuzzi. Lungo questa strada, con un solo lato adibito a parcheggio, due automobili che si incrociano occupano tutto il resto della sede stradale. E se poco poco ci sono delle colonne e non sono possibili i sorpassi, un ciclista, come capita spesso a chi scrive, si sente braccato dall’auto che lo segue. Ma altre figure si aggirano straniere lungo questa via, a ricordarci quanto questo nostro mondo sia diventato piccolo e quanto esso sia vario, non solo per il colore della pelle, ma anche per il modo di muoversi. Non si può certo copiare, ma le tre foto dovrebbero farci riflettere. Almeno su come parcheggiare!

Fra le utenze deboli c’è chi non ha voce in capitolo

lunedì, 4 maggio 2009

disabileGuarda la foto e rispondi a questa domanda: si può pensare di modulare strutturalmente la mobilità urbana  in ragione delle esigenze alcune categorie particolarmente deboli? Senza paura di essere smentiti, si potrebbe facilmente rispondere negativamente. Infatti se l’approccio porta a considerare l’utenza debole solo quella che ha problemi di mobilità, è certo che nessun tipo di mobilità alternativa a quella automobilistica, assolutamente predominante, può esistere. Se invece si parte dal presupposto che in tanti vorrebbero scegliere una mobilità diversa da quella dominante, allora la risposta alla domanda potrebbe essere assolutamente positiva. In tal caso gli spazi della mobilità andrebbero fortemente rivisti e riconsiderati, ed in questi troveranno spazio utile alle loro limitazioni anche i meno fortunati.